Qui di seguito il documento messo a punto dai Democratici di Sinistra di Monza per presentare il lavoro dei prossimi cinque anni, in cui saremo impegnati nella costruzione della nuova Provincia di Monza e della Brianza. Per scaricare la versione .pdf clicca qui Per integrare il documento o inviare suggerimenti e proposte, scrivi a info@dsmonza.org
Monza e Brianza sono al centro del programma di Penati:
La Brianza […] è uno dei nodi cruciali dell’impegno per il governo della Provincia nel prossimo quinquennio. L’importante vittoria del centrosinistra e di Rifondazione a Monza ha completato un quadro che, insieme alla buona diffusione di amministrazioni locali di centrosinistra in questa area, in una fase che vede il governo della regione, della provincia e del comune di Milano nelle mani del centrodestra, pone gli elementi di un caso nazionale di contrasto, di costruzione dell’alternativa. Piccole
medie imprese, operosità, concretezza, sono le immagini di uno
stereotipo di cui molti tentano di appropriarsi. Immagini che avrebbero
però bisogno di un approfondimento di analisi, per conoscere davvero la
realtà odierna di questo territorio. È
il tempo di una nuova partenza per la Brianza, di un nuovo protagonismo
politico nel quadro dell’innovazione e della modernità che la veda
protagonista del Paese perché parte avanzata dello sviluppo e quindi già
permeata di tutte quelle complessità e quelle contraddizioni che le
nostre società del benessere contengono. Una
nuova Provincia, modello di efficienza, costruita fin da ora con il
concorso delle migliori risorse culturali e imprenditoriali della nostra
area, che adotti fino in fondo le innovazioni dell'e-government e che
sappia dare molti servizi, soprattutto al lavoro e all'impresa e con
essi allo sviluppo locale, tema fondamentale per un'area come la Brianza
da sempre orientata al confronto con realtà produttive nazionali e
internazionali. Una Provincia davvero più vicina ai cittadini e ai loro
bisogni, alle esigenze dello sviluppo futuro. […] Da anni la
conferenza dei Sindaci della Brianza svolge un ruolo sovracomunale per
costruire insieme un percorso di sviluppo socioeconomico, culturale,
produttivo, ambientale e infrastrutturale per valorizzare quell’area
vitale della attuale provincia di Milano. La
nuova Giunta provinciale si strutturerà per lavorare fin da subito al
trasferimento delle competenze alla nuova provincia brianzola, a partire
da una specifica delega per Monza e Brianza. Investirà risorse umane e
finanziarie a questo scopo, affinché la nuova istituzione nasca solida
e capace da subito di essere operativa e di saper rispondere ai bisogni
dei suoi cittadini. Una provincia flessibile e non burocratica che sia
policentrica, rispettosa delle autonomie locali, solidale e innovativa. La
nuova Giunta milanese accompagnerà e sosterrà i cittadini e gli
amministratori brianzoli nella realizzazione di questo progetto. (Programma di Penati presidente, pp. 7-8).
La Provincia
«costituente»
La
legislatura che si apre in Provincia è, per monzesi e brianzoli, una «assemblea
costituente», che lavorerà dal primo all’ultimo giorno alla
costruzione della nuova Provincia di Monza e della Brianza. Per
questo si dovrà indicare una responsabilità in Giunta e una
commissione consiliare preposta, che lavori continuativamente,
coordinando il lavoro che ci separa dalla inaugurazione del nuovo Ente. Per partire, potrà essere utile il confronto con le esperienze delle ultime province che si sono formate in Lombardia (Lecco e Lodi) per trarne indicazioni preziose e per evitare errori o incidenti di percorso.
Risorse e
proposte chiare e precise per la Brianza
Un percorso che con Penati i Democratici di Sinistra vogliono avviare immediatamente, individuando le risorse necessarie per coprire la spesa per la costituzione del nuovo ente e affidando a un confronto a tutto campo con le principali personalità, associazioni e istituzioni della Brianza le decisioni sul destino della nuova Provincia. Un’ampia consultazione delle intellettualità e del mondo delle professioni e dell’imprenditoria Diversi strumenti devono essere messi in campo per conoscere nel dettaglio problematiche e desiderata delle categorie più attive sul territorio, per far sì che il nuovo Ente sia da subito rispondente alle necessità ritenute prioritarie da chi opera in campo economico e commerciale.
La partecipazione delle persone e delle istituzioni Un
confronto che dobbiamo avviare anche con una consultazione a livello
popolare, per capire le priorità e le opzioni che i cittadini sentono
più vicine alle loro esigenze. Il
percorso deve assumere le caratteristiche di un vero e proprio «progetto
partecipato», discusso con le istituzioni, ma anche e direttamente con
la cittadinanza, che verrà informata puntualmente anche attraverso un
sito dedicato e coinvolta attraverso incontri pubblici e forme di
consultazione popolare. Verrà
sollecitato anche il contributo delle amministrazioni e dei consigli
comunali, in rappresentanza degli interessi delle diverse comunità
locali.
Una Provincia
«al servizio»
Si
tratta, insomma, di una sfida affascinante e nello stesso tempo
delicata, da condurre all’insegna della modernità e
dell’innovazione, per una nuova Provincia a servizio dei Comuni e dei
cittadini, ma anche del sistema produttivo, sempre più esposto alla
competizione internazionale. Una Provincia
«nuova», in tutti i sensi
Anche
per questo motivo serve una rete di servizi tecnologicamente avanzati,
che possa offrire alla Brianza ciò che le serve, con un progetto di
qualità, che faccia dell’e-government il “pezzo” forte di una
Provincia davvero nuova che sappia offrire ai cittadini e agli enti
locali tutti i servizi che la tecnologia ci mette a disposizione, per
risparmiare tempo e denaro. Ciò vale anche per le imprese e per i
servizi al mondo del lavoro, che dovranno essere integrati e messi in
rete, per essere davvero all’altezza delle aspettative del nostro
sistema produttivo. Una Provincia
policentrica
Fondamentale e prioritario sarà aprire un confronto con la città di Monza per l’individuazione delle strutture che serviranno alla nuova Provincia. Monza sarà – come più volte ribadito dal sindaco, Michele Faglia - «prima inter pares», però, e la nuova Provincia dovrà saper essere policentrica: per questo motivo i principali Comuni della Brianza dovranno sapere individuare e proporre alcune sedi di governo e di servizio e le loro finalità. Alcune sedi storiche dei Comuni della Provincia, ad esempio la Villa Borromeo ad Arcore, potrebbero essere messe a disposizione per dotare la Provincia di spazi di qualità, accessibili ai cittadini e finalmente riqualificati. La storia al
servizio del futuro
Per
completare il quadro è necessario avviare una ricerca di tutte gli
studi e i documenti dedicati alla Brianza, alla sua storia e alla sua
identità, muovendo (per così dire, a ritroso) dal lavoro curato da
Sviluppo Brianza in occasione degli Stati
generali della Brianza, in cui sono contenute molte indicazioni
utili per il lavoro dei prossimi anni. Sarebbe
bello poter realizzare una grande mostra di arte e cultura sulla
Brianza, che si articoli su più sedi nel territorio brianzolo, avendo
al suo centro la Villa Reale di Monza. Benchmarking e
buoni esempi
Sarà
fondamentale un’azione di benchmarking amministrativo, studiando
attentamente i livelli di eccellenza delle altre Province, con
particolare riguardo alle Province che per dimensioni e tipologia più
assomigliano alla Brianza. «Province possibili», insomma, che possano
essere messe a confronto attraverso l’analisi dei servizi e delle
strutture di governo locale più avanzati, in Italia e nei sistemi delle
autonomie dei paesi europei, perché la Brianza possa riprenderne gli
aspetti migliori. L’anno prossimo il Festival
delle città possibili di Monza avrà al centro questo tema, per il
quale i Democratici di Sinistra stanno già lavorando. Tutta la
Brianza, nel suo insieme
Come
si può notare, quello che si propone è un percorso che sappia
coinvolgere le realtà della Brianza più entusiaste della nuova
Provincia, ma anche quelle che lo sono meno per motivi di carattere
storico, valorizzando i consorzi e le associazioni dei Comuni già
esistenti in un contesto ancora più ricco di occasioni per bene
operare, ben sapendo che soltanto un’istituzione equilibrata nella
diffusione e nella offerta dei servizi potrà dare quel valore aggiunto
che sta alla base della proposta della sua costituzione. Una Provincia
dei «buoni rapporti»
La
Provincia di Monza e della Brianza non deve fare dell’autonomismo
rispetto a Milano la sua ragion d’essere, ma deve sapersi integrare al
meglio nel sistema politico-istituzionale lombardo, per risolvere
compiutamente i problemi che ancora incombono, legati soprattutto al
tema della viabilità e dei trasporti. Un
particolare rapporto andrà presto costruito con le Province di Como e
Lecco, in cui è suddiviso il territorio dell’alta Brianza, perché la
Brianza tutta possa trarne giovamento. Dobbiamo
pensare anche a una «politica estera», per collegare la Brianza alle
altre realtà più innovative dell’Unione, di concerto con la Regione
Lombardia, che ha già avviato programmi in questo senso (ad esempio, i
Quattro motori per l’Europa). Lo stesso vale per le politiche
commerciali e di cooperazione internazionale, che ci presentano la
Brianza come una Provincia naturalmente orientata all’export e alle
relazioni internazionali. Monza e
Brianza: la Provincia che si muove
Tra
le priorità indiscutibili, segnaliamo la questione dei trasporti e
delle infrastrutture. Sarebbe importante vedere realizzata quella «croce»
di collegamenti, tra Monza e Lecco via Molteno (riqualificazione, nel
senso di una S-Bahn o, ancor
meglio, della rete spagnola delle Cercanias),
e tra Seregno e Saronno (riapertura della linea al traffico di treni
passeggeri), per rendere finalmente raggiungibile Malpensa con un mezzo
di trasporto pubblico (vedi Programma
di Penati presidente, p. 26). Dello
stesso segno, è un investimento per una maggiore sicurezza delle strade
(in questo senso il nuovo PUT di Monza può dare indicazioni molto
utili) e per la soluzione dei principali ingorghi e incroci pericolosi
del nostro territorio. Le
nuove infrastrutture, di cui la Brianza ha certamente bisogno, dovranno
però essere sviluppate con il consenso delle comunità locali, che
possono contribuire a individuare le soluzioni più opportune per dotare
il territorio di strade e percorsi che non rovinino, però, il nostro
prezioso ambiente. Una Provincia
della qualità della vita
E
che sia una Provincia della qualità della vita lo dice sia la ricchezza
della nostra terra, sia le sue grandi qualità ambientali, sia la sua
storia, sia le sue potenzialità culturali, non del tutto espresse. La
Provincia può essere un’occasione storica per rilanciare una politica
che coniughi cultura e ambiente, che sappia davvero guardare alla
promozione del nostro territorio sul piano turistico, mettendo in rete e
rendendo (finalmente) accessibile il nostro patrimonio, che conserva
molti «tesori» nascosti. La cultura
della Brianza: alla riscoperta del nostro patrimonio «nascosto»
È
possibile ad esempio collegare le realtà museali già presenti, mettere
in gioco le nostre Ville di delizia, troppo spesso chiuse al pubblico e
inutilizzate. In secondo luogo, sarà possibile aprire una grande
campagna per la Brianza universitaria, come auspicato da tempo da
Massimo Cacciari e rilanciato dai Democratici di Sinistra di Monza, per
condividere le esperienze che stanno sorgendo sul territorio monzese con
l’iniziativa della università che ha trovato sede a Cesano Maderno. Pensiamo
a un sistema integrato della cultura e della formazione in territorio
brianzolo. Il programma di Penati del resto così recita: Aiutare
la formazione di un Sistema culturale della Brianza in vista della
costituzione della nuova Provincia. Valorizzare la rete di beni
ambientali e culturali (a partire dalla Villa Reale di Monza) e
consolidare i servizi e le strutture esistenti (rete bibliotecaria,
Galleria d’Arte contemporanea di Lissone) per fare della Brianza un
centro di attrazione culturale e turistica ben caratterizzato in ambito
regionale. (pp.
56-57) L’ambiente
da vivere
Come già prospettato in più di un’occasione è possibile immaginare un percorso che sappia unire le aree verdi del territorio brianzolo, con corridoi ecologici e percorsi ambientali attraverso i vari parchi briantei, che potranno essere raggiunti e percorsi grazie a una nuova rete di piste e percorsi ciclabili. La nostra è una «Provincia delle biciclette» per definizione e qui la viabilità alternativa, oltre che una necessità, è un tema molto caro ai cittadini. Dal Parco di Monza alle Groane, dal Grugnotorto al Curone, la Brianza è verde e va rilanciata questa sua caratteristica che ne costituisce una delle principali ricchezze. In
conclusione: si parte!
I Democratici di Sinistra si impegnano a rispettare questa scaletta, arricchendola con i contributi che ci perverranno e in accordo con le proposte che emergeranno dal dibattito e, in primo luogo, con le forze politiche che con noi condividono la sfida elettorale per Penati presidente. Una sfida che ci piace pensare come un’occasione importante per tutte e due le Province: la nostra, vogliamo costruirla con serietà e responsabilità perché questa grande occasione per la nostra area non vada sprecata e perché l’alta qualità a cui miriamo sia riconosciuta come il vero valore aggiunto amministrativo per il nostro territorio. L’obiettivo ultimo è quello di «formare» e preparare un ceto politico brianzolo che possa essere riconosciuto dalla cittadinanza, dal mondo delle imprese e del lavoro e sappia rappresentarne al meglio gli interessi. Vogliamo arrivare al «varo» operativo della nuova Provincia con il senso di una grande missione politica, ma anche con un pacchetto di soluzioni concrete che possano funzionare fin dal primo giorno e dare nuova speranza al futuro della Brianza. Per un suo complessivo rilancio. Crediamo sia possibile e per questo chiediamo di darci una possibilità. Per
Monza, per la Brianza e per tutti noi. |